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Tecnologie integrate IT per indagini diagnostiche non distruttive

Grazie alle tecnologie digitali è possibile usufruire di nuovi, e ormai irrinunciabili, potenti mezzi di archiviazione, di condivisione, di velocità di calcolo e di acquisizione dati, anche a tutela del nostro patrimonio e per la conoscenza di manufatti storici e monumentali particolarmente complessi.
Archeometra ebbe modo di cimentarsi, nel campo dei beni culturali, in quasi la totalità degli ambiti e delle finalità di impiego dell’ IT: dal rilievo alla modellazione geometrica, alla gestione di progetti di comunicazione e valorizzazione, multimediale e multicanale, per l’archeologia, l’architettura e il restauro.

Tra le esperienze cardine di Archeometra, in particolare nel campo delle indagini conoscitive per la conservazione, si annoverano i casi studio riguardanti protocolli applicativi per l’utilizzo integrato di strumentazioni digitali avanzate per la diagnostica NDT (non distruttiva) per i beni culturali.
In collaborazione con Artemis srl spin-off dell’Università politecnica delle Marche, furono avviate esperienze di integrazione di metodologie innovative per il monitoraggio in complessi artistici e monumentali a rischio di degrado, archeologico e sismico.
Obiettivo dei progetti fu l’impiego ottimizzato di diverse strumentazioni digitali avanzate messe a sistema per la costruzione di una banca dati declinabile e interfacciabile verso tutte le tematiche multi-disciplinari e cross-disciplinari della conservazione e del restauro.

Le indagini strumentali coordinate da Archeometra usufruirono di tecniche applicabili in situ, rivolte all’acquisizione digitale, in tempi brevi e in accuratezza quantitativa, di informazioni sullo stato conservativo sia di strutture murarie che di apparati decorativi.
Nei processi venivano impiegati sistemi di misura basati su vibrometro laser Doppler a scansione (VLDS), su radiazione termica tramite termografia infrarossa e su indagini georadar penetranti per il rilievo di strutture sotterranee. Successivamente i risultati dai rilievi vibrometrici e termografici, insieme alle analisi archeologiche e strutturali degli alzati, venivano interfacciati e sincronizzati con le informazioni topografiche, grafiche e geometrico-descrittive, interpolate dai risultati dei rilievi laser 3D.
Di seguito alcune importanti campagne diagnostiche che hanno caratterizzato questa parte di percorso e di storia aziendale di Archeometra:

• Casa del Labirinto nell’area archeologica di Ponpei (NA), con la supervisione della Cattedra di Archeologia e Storia dell’arte Greca e Romana dell’Università di Roma “La Sapienza” (2003)

• Palazzo del Dey, all’interno della Cittadella di Algeri, nell’ambito del progetto di recupero sulla Casbah, promosso dal Ministero degli Esteri italiano e della Cultura algerino (2003).

• Intervento di rilievo e di indagine diagnostico-digitale della cinta muraria di Castelfranco Veneto (TV), bastione nordovest (2004-2005) e presso Bastione “Castello”, a Treviso (2004)

• Progetto pilota per il monitoraggio della vulnerabilità architettonica e degli affreschi per la Regione Umbria, presso S.Maria di Pietrarossa a Trevi, S. Antonio Abate a Frascaro di Norcia, Madonna di Loreto a Spoleto, in provincia di Perugia. (2006-2008)